Stato comatoso

Considerazioni sullo stato tossico e comatoso della Sinistra a Salerno e sull’impotenza straziante di noi tutte/i di fronte alla mattanza di giovani palestinesi per mano dei cecchini israeliani.

Dal corteo del Primo Maggio a Salerno alle auto/celebrazioni del 25° anno (quarto di secolo) di R/Esistenza di Asilo Politico a Salerno…ma esempi da citare ne esistono tanti…

Nel corso delle varie iniziative tendenti a ripercorrere il percorso politico in questo quarto di secolo di Asilo Politico a Salerno si è potuto ulteriormente evidenziare/constatare lo stato di salute in cui versa l’intera sinistra di opposizione politica esistente nella nostra città.

Nonostante le enormi potenzialità politiche operanti a Salerno, dal nostro punto di osservazione, da due anni a questa parte, lo stato di salute di quel che dovrebbe essere il movimento di opposizione politico/sociale a Salerno vive una fase di declino preoccupante.

Le considerazioni riflessioni, di cui sopra, furono evidenziati anche  dai compagni che parteciparono al dibattito, in occasione della presentazione ufficiale dello speciale dell’Associazione Culturale Andrea Proto, venerdi 30 Marzo presso il Centro Sociale Jan Assen.

L’incapacità di determinare, anche numericamente, crescita ed aggregazione alla militanza di nuove generazioni, partendo dalle scuole sia medie superiori che nell’università, si è evidenziata  nell’ultimo sciopero degli studenti medi, fatta eccezione dei compagni di Cava, nessun collettivo politico studentesco della città si distingueva o dava segni di visibilità.

La preoccupante constatazione di tale criticità si è verificata successivamente in varie occasioni ed iniziative politiche come nel Corteo del Primo Maggio a Salerno.

Se nella città con quel corteo si è potuto respirare un’aria e momenti di libertà lo si è dovuto alle realtà napoletane, Mercato S. Severino, sempre Cava dei Tirreni, Nocera Inferiore vari compagni provenienti dal resto della nostra Provincia che con le rispettive sigle (U.S.B. – COBAS – Potere al Popolo, Partito Comunista).

Le compagne/i di Salerno, espressioni delle sigle sopra riportate, non superavano il numero di 20 unità, qualcuno potrebbe obiettare la non adesione di LEU/ Sinistra Italiana che a sua volta la capacità di mobilitazione non avrebbe superato le 10 unità.

I limiti politici di aggregazione e partecipazione che si sono registrate alle iniziative sopra descritte, si registreranno ancora se non ci impegniamo collettivamente per una controtendenza.

Un dato ulteriormente preoccupante lo si è verificato anche in dibattiti ed iniziative di carattere culturali tenutesi a Salerno, inerenti tematiche importanti, da quelle di drammatica attualità internazionale quali la Palestina e Kurdistan, tematiche sui beni comuni ed ambiente alla memoria storica, il numero di partecipanti a tali iniziative  oscillava dalle 8 alle 20 unità.

La ricaduta negativa di cui sopra la si evidenzia anche nelle difficoltà a determinare mobilitazioni, presidi e quant’altro come nel caso dell’aggressione turca alle comunità Kurde, il Giro d’Italia e l’attuale straziante mattanza delle forze camorristiche israeliane che  solo in un mese ha provocato la morte di più di un centinaio di morti e migliaia di feriti.

Tranne lo sforzo individuale di qualche compagno che ostinatamente, cerca di mantenere viva la solidarietà ed sostegno alle cause del popolo palestinese e kurdo, l’intero fronte politico di sinistra salernitano non è in grado di determinare mobilitazioni e quant’altro limitando così il livello di coscienza e di crescita di  nuove generazioni al fine di determinare movimenti di opposizione  alle barbarie perpetrate da Trump, Erdogan, Netanyahu con consequenziale rischio che tematiche di cosi drammatica rilevanza si riducano a fenomeni di nicchia e di poche/i.

Le comunità locali dei senegalesi e del bangladesh, consapevoli  del loro potere contrattuale, per via della vertenza in difesa del loro posto di lavoro, sono state in grado di farci respirare aria di libertà e di reagire al clima e al vento xenofobo/razzista che imperversa in Europa, in Italia ed anche a Salerno, seppur presenti e solidali alle loro mobilitazioni ed iniziative, tra le/i  compagne/i  di Salerno  circolava sempre la stessa domanda:

 Come mai siamo sempre in pochi?

Come sulla questione internazionalista il cui rischio è quello di ridursi a fenomeno di nicchia, così per la problematica migranti/antirazzismo si rischia di far diventare tale tematiche a  fenomeni di sociologia antropologica, in quanto il fronte politico locale non è in grado di determinare movimenti e mobilitazioni, tranne qualche festa derivante da reazioni emotive alle stragi nel mare nostrum.

L’esempio è stato il non riuscire a mantenere l’impegno come quello del corteo “in nome del popolo dei senza diritti“ scaturito ed approvato collettivamente nel Settembre 2017 in Piazza del Marinaio e mai portata a termine, neanche un tentativo per   organizzarlo.

Nonostante l’assenza di lavoro e di reddito, il fenomeno migratorio di  salernitane/i che contribuisce nella nostra città anche alla privazione di una umanità militante, con numeri drammatici tali da porre la nostra città ai primissimi posti nella triste classifica nazionale, il problema del lavoro e precarietà sociale sembra  riguardare soltanto lo sparuto numero, per decessi ed arresti, del Movimento dei Disoccupati di Salerno nonostante che la loro vertenza (Fondi Europei giacenti alla Regione Campania e reddito di cittadinanza anche locale) sia rivolta al mondo dei disoccupati e precari salernitani.

Come per le iniziative di carattere prettamente politico/culturale, così per le varie iniziative, presidi ed assemblee riguardanti il problema lavoro/reddito/precarietà non si mai è notata la partecipazione di compagne/i locali.

Auto/Celebrazioni del quarto di secolo di Asilo Politico a Salerno.

All’iniziativa musicale di Sabato 12 Maggio, ore 1:00 del mattino, non potevano mancare le auto dei carabinieri, intervenute per fare spegnere l’impianto.

Il solito graduato, stavolta con toni più minacciosi, il solito ritornello sempre a causa della solita telefonata, solita richiesta dei soliti documenti al responsabile giuridico della struttura, morale della favola per come da cliché:

  • Chiudere le finestre per non creare fastidio alla gente residente nei palazzi limitrofi;
  • Costringere le decine di ragazze e ragazzi a temperature da sauna all’interno dello spazio.

E come per le varie iniziative politiche culturali citate sopra, anche nell’iniziativa ludico/musicale l’80% dei presenti proveniva  da Napoli e provincia, Avellino e provincia, provincia di Salerno, solo il 20% era autoctono.

Alcune  considerazioni sul compimento di 25 anni del nostro percorso umano/politico.

Il 10 Maggio presso il Centro Sociale del Comune Pasquale Abatangelo ha presentato il libro “Correvo pensando ad Anna“ un libro scritto con amore e per amore verso la sua compagna, tra l’altro venutagli a mancare da poco.

Un libro politicamente lucido nel ripercorrere, attraverso l’esperienza politica personale di Pasquale, di una formazione  politica combattente, i Nuclei Armati Proletari che nascono nell’inferno delle carceri, luogo sistemico destinatario per i dannati della terra e gli ultimi della scala sociale il cui esercito di dannati è costituito prettamente da meridionali, avrebbe meritato una platea più ampia specialmente di ragazze/i che masticano o vorrebbero masticare un po’ di politica.

Prima della presentazione del libro di Abatangelo è stato proiettato il video ”E noi ribelli in Sud ribelle“ della Rete Meridionale Antagonista, rete politica operante sino a qualche anno fa, esperienza, prettamente Meridionale, di una umanità politica/esistenziale costituita da Centri Sociali dell’intero sud da Napoli a Palermo, da vari collettivi e da tante esperienze individuali  cha ha avuto la capacità di riportare risultati politici importanti basta solo citare il Ponte sullo Stretto di Messina, la Centrale Termoelettrica di Salerno, l’inceneritore di  Acerra.

 Un po’ di rabbia.

Storie degli anni settanta, storie di ieri, ma così drammaticamente attuali, storie che i potenti vorrebbero cancellare ma, fin quando nelle nostre città sia piccole che grandi, esiste una umanità resistente che opera sia individualmente che collettivamente, l’opera di azzeramento sarà molto difficile.

In una fase di enorme arretramento su tutti i fronti da parte della Sinistra nella sua complessità, simili iniziative svolgono un valore pedagogico e di maturazione anche attraverso la conoscenza di fasi storiche di un passato non tanto lontano.

Curiosità e conoscenza sono fattori indispensabili, anche per il “ricambio generazionale“ senza le quali l’agire politico si ridurrebbe al cimento solo orale impregnato da estetismo e tecnicismo linguistico.

La riprova di quanto sopra enunciato in scala locale la si è avuta  il 12 Maggio, in occasione del Giro d’Italia con  tappa a Salerno dove  solo un nugolo di compagne/i ha testimoniato lo sdegno per la mattanza di palestinesi ad opera dell’esercito israeliano.

Il ruolo dell’Associazionismo e la pratica della militanza dei Centri Sociali, oltre a rappresentare, attualmente, l’unica forma di opposizione sociale e politica in Italia, per tale motivo oggetto di attacchi, mediante sgomberi per “manu militare”, nella loro Esitenza/Resistenza rappresentano la testimonianza la continuità di una fase storica anni 70/80 dove i deboli e gli ultimi della scala sociale si ersero a protagonisti di un movimento politico popolare in grado di modificare lo stato delle cose presenti.

Comunque 

Il “compleanno politico 25 anni“ di una esperienza storica salernitana, è la gente semplice che lo annovera, dai quartieri popolari quali Rione Petrosino, Rione Fornelle, S. Eustachio alle decine di quei ragazzi ora diventati adulti e genitori che, magari solo per un giorno, qualche mese, qualche anno, consapevoli o non, da adolescenti si sono resi protagonisti di un percorso politico culturale che ha contribuito alla determinazione di un patrimonio politico/culturale della comunità salernitana, tra l’altro ben raffigurato nel murales con Andrea Proto, Handala e Jan Assen sul lungomare di Salerno.

A quei ragazzi  con pale , picconi e rastrelli…

Salerno ricorda Asilo Politico per  i blocchi stradali, i presidi  i cortei per il lavoro, la difesa dell’ambiente, della salute e sanità pubblica, le lotte nell’università nelle scuole medie superiori, contro il razzismo, a fianco del popolo palestinese kurdo contro le guerre imperialiste .

E per finire  il vero abbraccio va a quei compagni/e che non sono più tra noi da Antonio Gisolfi, Jan, Giusy, Giggino, Alessia, Franco o’ guercio, Michelangelo.

Un ulteriore abbraccio particolare a chi ha condiviso per anni i sacrifici, le note stonate, le cattiverie così come i tentativi di delegittimazione che in questo quarto di secolo abbiamo saputo affrontare con lucidità ingoiando e digerendo tanti rospi.

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