Stato comatoso 2

Seconda puntata.

Da Salerno di Tutti a Potere al Popolo.

Nella seconda parte del mese di Maggio sul nostro sito ponemmo una serie di riflessioni sullo stato di salute della Sinistra a Salerno.

Nel precedente articolo del mese di Luglio, ponemmo l’accento sul livello omertoso, amicale che caratterizza l’agire politico delle realtà politiche operanti nella nostra città, caratteristiche queste che contribuiscono a mantenere molto basso il profilo l’impegno politico/militanza territoriale.

Stato comatoso perpetuo della sinistra salernitana, senza alcun cenno di risveglio, nonostante le enormi potenzialità presenti sul nostro territorio ed il patrimonio storico dell’antagonismo locale da cui poter attingere idee e progettualità per risalire la china.

Come la giornata del Primo Maggio scorso diede spunto al nostro collettivo per rilanciare una doverosa riflessione sullo stato di salute della sinistra salernitana, nella quale verificammo un dinamismo ed un attivismo, fortunatamente, presente nella nostra provincia (Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Nocera ed in  paesi posti a sud della nostra città) così ora prendiamo spunto dall’Assemblea  Organizzativa del Cartello di forze politiche  che và sotto la sigla  Potere al Popolo svoltasi  in uno spazio ARCI (Mumble Rumbe) della zona orientale della città, sperando che il nostro contributo  spinga le compagne/i ad iniziare un’onesta e laica doverosa riflessione con annesso dibattito.

L’assemblea “de quò” ha riproposto, almeno dal clima che si respirava internamente, identiche dinamiche che si verificarono due anni fa nell’assemblea di un altro altro cartello politico elettorale che gareggiò per le elezioni amministrative con una lista civica di sinistra sotto la sigla di “Salerno di Tutti” che raggruppava sigle di forze politiche ed individualità che attualmente si riconoscono nel Cartello di Potere al Popolo.

L’assemblea si svolse all’indomani dell’esito elettorale delle amministrative locali.

Per la memoria, la lista Civica di Sinistra Salerno di Tutti, ottenne, per la prima volta a Salerno, un enorme risultato politico/elettorale tale da  fare eleggere non solo il proprio candidato a Sindaco ma, per una manciata di voti non è stato eletto il  secondo consigliere, il tutto avvenne in piena autonomia  senza inciuci tanto meno apparentamenti con le liste di De Luca.

Tale soddisfacente risultato elettorale, sempre per la memoria, ottenuto grazie alla componente comunista antagonista locale che, oltre a mettere nelle condizioni una parte della popolazione specie dei quartieri e della comunità della sinistra locale di esprimere liberamente il voto (senza turarsi il naso) poneva al contempo le garanzie dell’ inizio di un percorso politico di risalita della sinistra locale scevro da contaminazioni De Luchiane tanto meno di sudditanza verso l’attuale Governatore/Sindaco.

Le vicende politiche e le dinamiche dei rispettivi due Cartelli elettorali che hanno caratterizzato la nostra città, le varie fasi, pre durante e post competizione elettorale, risultano essere accomunate dalle stesse dinamiche, stessi cliché, dagli entusiasmi iniziali e le tantissime iniziative svoltesi nella fase pre elettorale al clima politico interno specie nella fase post elettorale.

Entrambe i Cartelli, in città, hanno ottenuto risultati elettorali tutto sommato interessanti a cui dovrebbero corrispondere una continuità e tenere fede, almeno dai buoni propositi sia come da  rispettivi programmi, agli impegni presi pubblicamente.

Ma per caratteristiche e fenomeni e vicende tutte Salernitane, nulla deve modificarsi e niente si deve staccarsi dallo status quo politico imposto da 25 anni.

Infatti………

Per la sigla Salerno di Tutti, il cui consigliere eletto doveva rappresentare la parte terminale di conflitti sociali su problematiche (lavoro, ambiente, spazi sociali, dotazione di una struttura alternativa della comunicazione, antifascismo, antirazzismo) punti cardini del programma, votato in assemblea dopo due anni nessun cenno di vita tanto meno di accenno.

Alcuni movimenti come quello del Movimento di Lotta dei Disoccupati, dei lavoratori immigrati ambulanti così come la vicenda delle Fonderie Pisano non hanno avuto alcun supporto nelle rispettive vertenze, mentre centinaia di milioni di euro giacciono alla Regione Campania, il tasso migratorio anche di tanti compagni/e che priva la nostra città di militanti in termini numerici aumenta spaventosamente, il problema della salute, l’assenza di qualsiasi forma di assistenza sociale, l’elenco è lunghissimo dei problemi che vive la maggior parte dei salernitani.

L’elezione del leghista napoletano Cantalamessa a Deputato grazie ai voti provenienti dalle periferie di Salerno avrebbe dovuto determinare un sussulto tanto meno una indignazione invece……tutto tace, neanche un minimo di autocritica di riflessione.

Il consigliere di Salerno di Tutti  addirittura si è candidato alle recenti politiche in un’altra sigla (L.E.U.) senza avere avuto non solo la correttezza di farsi da parte tanto meno di comunicare tale scelta alle varie anime componenti la lista civica in questione.

Tranne simboliche e fulminee presenze del Consigliere Comunale, il compito di qualche sigla politica componente Salerno di Tutti è stato quello di cancellare e/o porre nel dimenticatoio il ruolo della componente comunista locale che ha permesso, in termini numerici/matematici di voti, l’elezione del candidato a Sindaco.

Va tutto bene, l’importante che c’è il Lungomare (il più grande ammortizzatore sociale della città) le Luci d’Artista, San Matteo perché porre problemi?

Nel ribadire che solo i movimenti di lotta reali dal basso ed un agire politico antagonista possono determinare un reale fronte di opposizione socio politico, anche le vicende istituzionali caserecce necessiterebbero di adeguate riflessioni.

Per il cartello di Potere al popolo, per quanto riguarda la componente salernitana non della provincia, a cui và riconosciuto l’enorme mole di lavoro e di iniziative in grado di coprire l’intera provincia di Salerno, la seconda provincia più vasta d’Italia, il dato di cui si è ancora in attesa è quello della proposta politica, vista anche le varie anime che la compongono con le rispettive diversità su alcune tematiche.

Anche per Potere al Popolo la riproposizione dei cliché che hanno accompagnato, nella fase pre elettorale, il percorso di Salerno di Tutti, comprese le interessanti iniziative accompagnati da tanti buoni propositi di impegni sulle varie problematiche dal lavoro alla sanità passando dagli spazi sociali all’antifascismo, tanti entusiasmi e tanta voglia di fare.

Sempre nel ribadire il dinamismo politico di tale cartello che anche attualmente si caratterizza in provincia (Cava dei Tirreni, Mercato S. Severino, Nocera Inferiore) il cartello di Salerno città latita o meglio è ridimensionato e lo si deduca anche dal non avere una sede ufficiale.

L’assemblea che si faceva riferimento è stata simile, almeno per il clima che si respirava e non solo, a quella tenutasi per Salerno di Tutti all’indomani dell’esito elettorale.

Il limite politico, specie le componenti salernitane, è stato quello di non aver riflettuto sull’esperienza politica elettorale precedente.

In termini laici una forza politica che elettoralista o no, che si propone in una comunità deve almeno conoscere il territorio e non deve limitarsi a facili entusiasmi e quant’altro o limitarsi a manifestazioni verbali che spesso rasentano l’arte dello scimmiottamento ed ipocrite recitazioni.

Il non aver operato in tal senso ha determinato un limite significativo e contribuito a generare anche contraddizioni e metodologie che non differiscono/distinguono dall’agire di forze politiche che si criticano e si attaccano.

Anche dall’assemblea, di cui sopra, il dato che ne è scaturito è la marginalità e la debolezza delle realtà politiche locali.

Nel ribadire l’invito alle compagne/i di Salerno, per uscire dallo stato comatoso, è quello di dare una spiegazione, attraverso un riflessione laica anche a partire da queste due esperienze di cartelli elettorali stimolando l’apertura di una riflessione pubblica non al chiuso delle camerette e/o appartamenti, uscendo dall’omertà, distinguendo i rapporti politici da quelli amicali che contribuiscono a mantenere lo status quò che stà condannando Salerno ad un coma profondo.

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