San Matteo fai la grazia ai corsisti del “Progetto Conoscenza e Lavoro” e a tutti i disoccupati di Salerno!

Sono anni che a Salerno le settimane che precedono le celebrazioni del Santo Patrono sono contrassegnate da accese discussioni che termineranno dopo la mezzanotte del 21 Settembre con o senza fuochi d’artificio.

Anche quest’anno la questione fuochi d’artificio ha calamitato l’attenzione pubblica della nostra comunità tale da determinare come al solito opposte tifoserie, con rivendicazioni alla tradizione popolare e salernitanità da una parte, ed alla sobrietà con il rispetto dello spirito religioso dall’altra.

L’assurdo di questo acceso dibattito è rappresentato dal coinvolgimento della classe politica, imprenditoriale e commerciale locale che se tale “pathos” lo dimostrasse per risolvere i gravissimi problemi materiali ed oggettivi che attanagliano la città, potremmo affermare che la nostra è una comunità seria anche da un punto di vista antropologico con tutte sue tradizioni compresi i fuochi d’artificio.

Che la processione del 21 Settembre ed il clima in bilico tra sacro e profano che la precede, per le varie forze politiche, Giunta Municipale, Sindaco, si sia trasformata in questo ventennio in una manifestazione o vetrina elettorale di chiaro stampo tradizional/populista è storia.

A testimonianza che la festività di San Matteo, dall’alzata del panno sino alla processione finale, rappresenti un evento popolare oltre che religioso, lo dimostrano anche le proteste dei tantissimi licenziati, precari, studenti, che si danno appuntamento per dare visibilità alle vertenze affiggendo sulle transenne o mostrando striscioni lungo il percorso .

Lo sanno bene i vari movimenti di lotta per il lavoro, specie in questi 15 anni, che più volte hanno occupato il Duomo al fine di spingere prefetti, sindaci e forze politiche a risolvere le vertenze dei disoccupati, arrivando persino a minacciare la non uscita della statua di San Matteo dal portone principale.

È stato il rispetto per il senso religioso e popolare e verso i portatori delle statue ad impedire il compimento di tale atto.

Non è accettabile però che ogni anno l’operato degli Enti Pubblici e delle organizzazioni di categorie imprenditoriali/commerciali si sia ridotta alla programmazione e gestione solo di eventi festaioli e su tematiche che nulla hanno a che fare con i seri problemi dei cittadini.

È mai possibile che l’attenzione per 12 mesi l’anno venga dirottata solo su tipologie di eventi da città cartolina turistica e pseudo godereccia?

  • Da inizio Agosto sino alla mezzanotte del 21 Settembre solo San Matteo, con annesse discussioni su fuochi d’artificio, paranze, conflitti  tra i commercianti della Zona Orientale e quelli del centro.
  • Dal 22 Settembre alla terza settimana di Gennaio si parlerà solo delle “Luci d’Artista”, dell’Albero di Natale più grande d’Europa e mercatini.
  • Da Febbraio a Giugno, anno di elezioni politiche, tutte le forze politiche saranno impegnate nelle vicende elettorali, contrassegnate da coalizioni, apparentamenti con annessi mal di pancia di qualche politico locale dovuto alla candidatura del figlio dell’attuale Governatore della Regione Campania.
  • Da fine Giugno ad Agosto la “Salerno Turistica” delle navi da crociere che attraccano al porto, per cui  via gli ambulanti ed i parcheggiatori abusivi.

Sarebbe ora che si avviasse una contro tendenza cultural/popolare che faccia uscire Salerno dalla definizione di città “babba” o plebea.

E se San Matteo 2017 fosse preceduto da un Consiglio Comunale o da una Giunta Municipale che con atto deliberativo riconoscesse il diritto ai salernitani disoccupati, ex corsisti del “Progetto Conoscenza e Lavoro”, ad essere avviati al lavoro ed allo stesso tempo il Consiglio Comunale appronterebbe una serie di misure rivolte ai disoccupati della nostra città, ciò sarebbe un atto non solo di civiltà ma di attaccamento al popolo con i suoi sentimenti.

Un tale gesto politico farebbe godere i festeggiamenti di San Matteo non solo i ricchi della nostra città ma anche coloro che nella loro vita subiscono quotidianamente umiliazioni ed ingiustizie e quei credenti religiosi che rivolgono le preghiere al Santo Patrono per un lavoro.

Se San Matteo concede questa grazia, altro che fuochi d’artificio da Mercatello a Santa Teresa ed una banda musicale per ogni statua e, non sarebbe una cattiva idea, la proposta di lanciare una grande sottoscrizione pubblica, di cui noi potremmo farcene promotori, all’insegna di una reale partecipazione popolare senza il ricorso a fondi pubblici che dovrebbero essere utilizzati per il ripristino di un welfare locale.

AsiloPolitico.Org
Comitato Disoccupati di Salerno

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