POTERE AL POPOLO. Tra cartello elettorale e proposta politica.


Potere al Popolo. Una proposta di Programma Politico Nazionale.

Forse in primavera 2018 si svolgeranno le Elezioni Politiche e in questa competizione elettorale parteciperà Potere al Popolo, cartello a cui stanno aderendo varie formazioni politiche, collettive individuali…
[ vedi il programma e come partecipare ]

Sulla scelta della lista popolare per le elezioni politiche, che è bene ricordare sono molto diverse dalle elezioni amministrative, promossa dell’ex O.P.G. di Napoli, si devono esprimere, laicamente,  riflessioni e considerazioni libere da purismi ideologici, sul valore di questa scelta elettoralista.

La scommessa politica di Potere al Popolo che unisce il cartello elettorale alla proposta politica come Organizzazione Nazionale, dovrebbe considerare questi 4 punti:

1 – lo scenario politico attuale, il clima di regime che si respira e si tocca con  mano tutti i giorni;

2 – la capacità di una proposta politica che unisca tutte le realtà politiche, culturali, collettive e individuali del nostro paese;

3 – essere  espressione e patrimonio collettivo, socializzando questa esperienza elettorale con tutti, per creare un progetto politico chiaro e trasparente senza diventare, in piena campagna elettorale, stampella di nessuno;

4 – farsi carico della crisi della militanza e del ricambio generazionale, non solo in termini anagrafici. Tenere conto della memoria storica e dell’enorme patrimonio politico dell’antagonismo di classe che risale a quest’ultimo quarto di secolo;

Per le compagne/i ex O.P.G. e il Collettivo Spazio Pueblo, relativamente all’assemblea di presentazione del Progetto Potere al Popolo della settimana scorsa a Salerno, possiamo solo suggerire, per quanto riguarda la città di Salerno, di non affidarsi all’immagine della platea composta da:

  • Osservatori preoccupati delle forze politiche componenti della recentissima formazione politica di Grasso;
  • Buona  partecipazione di compagne / i provenienti dalla Provincia ;
  • Solito numero delle Compagne /i di Salerno, curiosi sinceri ed interessati alla proposta;

Come nostro suggerimento, almeno per quanto riguarda Salerno, al Comitato Promotore ci sentiamo di comunicare di non affidarsi ai facili entusiasmi, alle belle parole o alla lista dei problemi.

Sempre per quanto riguarda la città di Salerno, sugli entusiasmi, sulle belle parole è bene informare il Comitato Promotore che simile clima si è verificato anche nelle recenti amministrative, verso una lista di Sinistra,  su cui è calato un muro di omertà sulle vicende prima, durante e dopo i risultati elettorali.

È bene sempre ricordare che  il contesto elettorale rappresentato dalle elezioni Politiche sono di gran lunga più delicate.

È  per questi motivi che è fondamentale illustrare l’onestà ideologica e culturale della proposta politica, soprattutto se nasce da un quadro politico rappresentato dalle nuove generazioni .

È sulla base della proposta politica sopra evidenziato che possono crearsi le condizioni di coinvolgimento tra le generazioni di compagne/i, anche se non condividono la scelta politica elettorale ma, possono contribuire alla logistica, alla raccolta firme per la presentazione della lista e tutto quello che è necessario per rafforzare e dare dignità alla proposta politica che viene dal basso.

Per le Compagne/i “ex OPG – Collettivo Spazio Pueblo”, visto che sono all’inizio di un percorso  politico di respiro nazionale, è fondamentale guardare anche indietro, dare uno sguardo ad un recente passato e analizzare i metodi e le pratiche dell’Area Antagonista Meridionale, soprattutto in Campania, e nel resto della Penisola.

In quasi sei anni lo scenario dell’antagonismo di classe dal Centro Italia, all’estremo Sud della penisola, ha subito diverse mutazioni. I percorsi degli ultimi tre anni, sono stati condizionati dal macigno del liberismo mondiale, che sta mettendo a dura prova le resistenze di una umanità politica che vive l’eterno conflitto dell’impotenza.

Questo senso d’impotenza si verifica ovunque, sul lavoro e nel tempo libero. L’opposizione politica non è in grado di scalfire, di modificare le scelte politiche del pensiero unico, le disastrose e pericolose scelte politiche guerrafondaie che stanno mettendo seriamente in pericolo la vita sul pianeta Terra.

Il rigurgito del pensiero nazifascista, 91 milioni di profughi in fuga da povertà e da guerre, la minaccia del nucleare militare anche come spinta al nucleare civile, le politiche neocolonialiste, i disastri ambientali, lo scioglimento dei ghiacciai sono l’allarme per il nostro pianeta, già indebolito dallo sviluppo capitalistico degli ultimi 50anni.

È quasi un decennio che si assiste al continuo e costante arretramento della sinistra riformista ed antagonista europea, nazionale e locale che, seppur numerosi come galassia resistente bio/politica, trova enormi difficoltà a fronteggiare gli  scenari drammatici che abbiamo detto.

Dagli inizi degli anni ’90 fino a qualche anno fa in Italia esisteva un Movimento Politico di Opposizione caratterizzato da due schieramenti: l’Area Antagonista e i Disobbedienti.

Questo  movimento è stato in grado di incidere a 360° nei vari conflitti socio/ambientali/sindacali contro le guerre imperialiste, dall’Iraq, alla “guerra giusta” in terra jugoslava così come le solidarietà internazionalista Palestina, Kurdistan, Argentina, Movimento Zapatista e l’antifascismo Militante.

Di tutte quelle esperienze e conquiste, vedi il blocco della Costruzione del Ponte Sullo Stretto di Messina, imposto nell’agenda politica nazionale la Centralità della Questione Meridionale compreso il Reddito di Cittadinanza, le lotte contro l’Inceneritore di Acerra… non solo se ne sono perse le tracce ma, addirittura rischiamo la cancellazione dalla memoria sia dei risultati che del Metodo di un agire politico che, a piccoli ma costanti passi, stava avviando il passaggio dalla Resistenzialità alla Progettualità.

L’esempio più evidente è la cancellazione dal cuore e dalla mente della Rete Meridionale del Sud Ribelle, nata nel 2000/2001. La Rete del Sud Ribelle è stata in grado di mettere insieme decine di realtà, tra individui e collettivi, sparsi nel sud Italia, partendo dai bisogni/necessità di un territorio molto eterogeneo ma, consapevole dell’aggressione coloniale: le grandi opere, l’Autostrada a tre corsie SA/RC, il Ponte sullo Stretto di Messina, le problematiche energetiche, le precarietà sociali, il ritorno del fenomeno migratorio verso il Nord Italia come reazione al sempre più crescente esercito di disoccupati, la militarizzazionedel territorio necessaria alla costruzione delle grandi opere affiancata dal degrado ed allo scempio del nostro territorio…

Non interrogandosi mai sul perchè tutta questa energia politica si sia sciolta come neve al sole, ha frammentato ancora di più, se possibile, le realtà politiche del sud ribelle, per niente minoritarie sui rispettivi territori ma oggi, incapaci di incidere sugli scenari politici attuali.

Il caso dell’ILVA di Taranto è un altro esempio.

Le drammatiche vicende che girano attorno le acciaierie di Taranto e le mobilitazioni popolari rappresentano un occasione mancata di riportare la questione Meridionale, seguendo il metodo politico applicato contro il Ponte sullo Stretto, nuovamente al centro del conflitto di classe nel nostro paese.

Il limite di queste realta oggi R/esistenti stà nel non aver riflettuto su quanto sopra evidenziato anche alla luce dei vari tentativi di riproposizione dell’antagonismo di classe.

Dopo anni di alternanze di sigle, di sperimentazioni ricompositive dell’arcipelago antagonista, con la presenza di nuove generazioni che si affacciano al protagonismo politico anche tramite la terza generazione dei Centri Sociali e spazi sociali sparsi in lungo e largo dello stivale .

La valenza di una proposta politica di ampio respiro che superi il localismo stà nel farsi carico del ricambio politico generazionale dove non bastano le buone  intenzioni, gli entusiasmi tipici delle  giovani generazioni, fortunatamente che si evidenziano specie nell’agire locale di esperienze collettive e con grande seguito di massa,  se si mantengono fragilità strutturali identitarie.

 

Collettivo AsiloPolitico.org
Associazione Culturale Andrea  Proto

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