L’omicidio di Fausto e Iaio – Il dovere e la necessità di riliberare gli anni 70

Il 18 Marzo di quarant’anni fà due giovani militanti del Leoncavallo, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, conosciuti come Fausto e Iaio, furono trucidati con otto colpi di pistola a Milano, in via Mancinelli, vicino al centro sociale Leoncavallo.

A distanza di quarant’anni, la morte di Fausto e Iaio, per i classici e drammatici cliché determinatisi per le stragi di stato (P.zza Fontana, P.zza della Loggia, Treno Italicus ), si acclude all’ennesimo omicidio di Stato i cui esecutori, come sempre, vanno ricercati nella brodaglia composta da fascisti, criminalità organizzata, complicità dirette/indirette di apparati militari vari servizi segreti (deviati e non).

Gli esecutori ed i mandanti, mai individuati, sono stati e saranno sempre impuniti per le complicità delle alte sfere degli apparati di “Sicurezza” italiani che, deviati e/o non, sono sempre espressioni dello Stato.

E’ dalla Strage di Piazza Fontana sino quelle prettamente di stampo Mafioso, l’uso della terminologia, divenuta ormai retorica, “Servizi Segreti Deviati” assume il significato dell’auto assoluzione dello Stato dalle responsabilità delle pagine più tristi, drammatiche e sanguinose avvenute nella nostra Repubblica.

I “Servizi Segreti Deviati”, congiuntamente alle Logge Massoniche  ed Associazioni eversive fasciste e nazi/fasciste come la P2 di Licio Gelli e la Gladio, hanno avuto la funzione di depistare, tutelare, coprire e finanziare i vari protagonisti, responsabili delle Stragi, le tentate stragi di Stato e dei vari tentativi di Golpe in Italia.

Chi ha ucciso fa Fausto e Iaio ?

Questa è la domanda, che solo Rai News, nell’annovero del triste anniversario, ha menzionato laicamente, anche sotto l’aspetto del lavoro d’inchiesta giornalistica, sul perché dopo quaranta anni ancora non sia/no stati individuati né l’esecutore materiale, tanto meno il clima di complicità attorno all’uccisione dei due giovani compagni.

Nessuna testata giornalistica ha trattato della morte di Fausto e Iaio, tranne quella di riportare la foto della  lapide imbrattata ignobilmente qualche giorno fa da un pennarello. Verso l’esecutore non possiamo auguragli altro che la mano usata per impugnare il pennarello la deve porgere al farmacista per comprarsi solo medicine “tutt’ mericin e merd”.         

Fuasto e Iaio a Milano svolgevano un lavoro d’inchiesta sugli intrecci tra spacciatori d’eroina e la destra milanese.

Per la Memoria Storica, la lotta all’Eroina ed agli spacciatori, rientrante nell’agire politico dei Circoli del Proletariato Giovanile e da cui derivarono le prime esperienze dei Centri Sociali Occupati ed Autogestiti, assunse dalla metà degli anni 70 importanza prioritaria nell’agire politico giovanile del Movimento non solo per le prime morti, prettamente di giovani proletari, ma anche per l’esponenziale opera di devastazione/annullamento di intere generazioni verificatasi nel tempo.

L’agire politico dei compagni con l’opera di controinformazione congiuntamente al controllo dei quartieri era teso sia prevenire che cacciare/allontanare dalle periferie gli spacciatori il cui agire mostrava palesemente ampi margini di impunità e di tutela non solo per il sostegno della malavita ma anche di complicità di apparati dello stato.

Per lo Stato era così evidente la funzionalità della circolazione delle droghe che, congiuntamente alla repressione poliziesca contro il Movimento al fine di separare intere generazioni dall’impegno politico e dalle formazioni politiche rivoluzionarie che, dopo il 1977, che è bene sempre ricordare, avevano un peso politico rilevante sia nei conflitti sociali nazionali che internazionali coma la Palestina, il Cile, l’Argentina, la Grecia, contro lo Scià di Persia, il Nicaragua ecc…

Anche a Salerno nel Settembre del 1978, dalla “Repubblica Popolare de Pastena”, area Sud della città Salerno la cui piazzetta con relative panchine era di fatto divenuto un presidio permanente (un centro sociale a cielo aperto) di tante/i compagni,  dopo la prima ragazza morta per eroina e la presenza nella Piazzetta di Pastena di spacciatori, la cui presenza diventava più assidua grazie anche giustificazioni pseudo/culturale legata al disagio sociale, si rese necessaria l’occupazione di uno spazio sito in via Martiri Ungheresi all’ingresso del quartiere popolare di Santa Margherita.

Si diede così vita al Centro Sociale Barone Rosso, primo Centro Sociale del Sud, a ridosso del quartiere popolare di Santa Margherita che fù teatro di una delle lotte per la casa, tra l’altro vincente, i cui occupanti furono i principali protagonisti nelle mobilitazioni per la libertà del compagno anarchico Giovanni Marini.

Il Movimento rivoluzionario locale, dal 1978 alla prima metà degli ani 80, trasformò Salerno in un vero laboratorio politico non solo per le lotte vinte legate a vertenze quali il lavoro, sanità, scuole, casa ma anche per la sperimentazione nel territorio di azioni dirette ed auto/organizzate di strutture di servizi legate al disagio ed all’emarginazione sociale, quali l’applicazione della legge 180 denominata legge Basaglia nell’opera dell’antipsichiatrie e la chiusura dei lager/manicomiali.

Il Movimento a Salerno posò fine alla presenza dello squadrismo fascista, completando l’opera di de-fascistizzazione chiudendo l’ultima sede dell’ex M.S.I. posta nella zona centro sud della città.

Gli anni di quella fase storica sia  per gli attuali potentati locali che nazionali rappresentano un vero incubo per cui ne risulta necessaria l’opera di azzeramento della memoria.

Per quanto sopra enunciato, Partiti e rappresentanti della sinistra istituzionale, vertici e dirigenti delle Organizzazioni Sindacali della triplice sino ai nostri giorni, si sono adoperati e sono sempre impegnati nel tentativo di cancellare ogni traccia degli anni 70 ed in questa opera, i vari cetini e cetacei politici si sono sempre dati da fare in cambio di carriera politica, favori e sistemazioni di famigliari sino alla settima generazione.

Grazie all’opera di servilismo e di delega, preceduta dalla dissociazione della politica, pregnante dalla metà degli anni 80 agli inzi degli anni 90, la Sinistra Istituzionale ha generato vari  personaggi locali come De Luca ed in ambito nazionale i vari  D’Alema, Veltroni sino al loro figlioccio Renzi.

Riliberare gli anni 70, diventa necessario non solo per ricordare i giovani partigiani morti negli anni 70 per mano dei fascisti e delle forze del Disordine, il cui elenco è lunghissimo e gli esecutori di quelle morti Fausto e Iaio, Walter Rossi, Benedetto Petrone,  Valerio Verbano, sono ancora impuniti, ma anche per dare una lettura onesta ed obiettiva di quegli anni che attualmente i poteri forti attuali vorrebbero riscrivere, affossando contemporaneamente  ciò che la sinistra rivoluzionaria, il movimento operaio e centinaia di migliaia di militanti di quegli anni, pagando tra l’altro un carissimo prezzo per la perdita di tante vite umane, ha fatto per la difesa delle libertà individuali e collettive.

Quanti cadaveri di giovani compagni, riversati su marciapiedi e sulle strade, la cui unica colpa è stata quella di credere nel Comunismo, sperare per una società giusta e per un mondo migliore al fine di impedire genocidi di popoli come quello palestinese e le comunità  Kurde, per impedire le guerre imperialiste e gli esodi biblici di umanità che fuggono da povertà e guerre, per evitare rigurgiti nazi fascisti e comportamenti xenofobi e razzisti simili a quelli che nostri emigranti subirono al Nord Italia, Svizzera, Germania ecc. dagli inizi degli anni 60.

Negli anni 70 e metà anni 80 si riuscì non solo a difendere la dignità della povera gente ma si rallentarono le trasformazioni economiche sociali che attualmente stanno impoverendo, precarizzando la maggior parte del nostra popolazione che, per mangiare e per giunta male, è costretta a rinunciare alla salute ed a vivere in promiscuità.

Nel ricordare Dax (a 15 anni dalla sua morte) e Carlo Giuliani, i nostri pensieri non possono che rivolgersi alle famiglie che hanno perso i loro cari nel pieno della loro gioventù.

Commenti

commenti

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.