L’emergenza ambientale e i disoccupati salernitani non vanno in ferie.

Assunzione subito dei corsisti – Progetto Conoscenza e Lavoro!

Reclamare l’assunzione dei disoccupati inseriti nel Progetto Conoscenza e Lavoro a distanza di anni e in questa fase di precarietà sociale significherebbe ripristinare in città giustizia sociale e il riconoscimento del diritto al lavoro acquisito e riconosciuto legalmente con delibere regionali e provinciali, scippato ai disoccupati/e di Salerno.

L’ingiustizia consumata a danno di 130 disoccupate/i dopo lotte e sacrifici per non delinquere e non tornare in galera, ha determinato una lacerazione sociale tra chi non ha santi in paradiso e quelli che beneficiano di tutto in quanto componenti dei pacchetti voto.

I 130 disoccupati salernitani insieme ai restanti 413 dell’intera provincia, dopo mesi di corsi di formazione su tematiche ambientali che spaziavano dal ciclo dei rifiuti, manutenzione del verde, acque, banconista, e programmatori di computer, attraverso esami veri e non formali con commissioni esaminatrici composte da ispettori della Regione Campania, hanno acquisito un attestato formativo che riconosceva loro professionalità oltre che preparazione pratica e teorica.

Nonostante le leggi, le normative e i decreti che danno priorità d’assunzione in qualsiasi tipologia di lavoro a chi è in possesso di attestati di formazione, a Salerno nessuno dei 130 disoccupati del Progetto Conoscenza e Lavoro è stato inserito in contesti lavorativi neanche a tempo determinato, in quanto le assunzioni sono avvenute solo tramite agenzia interinale.

A testimonianza di ciò, nonostante la presenza di centri commerciali disseminati in città come il recentissimo Le Cotoniere a Fratte, neanche uno dei disoccupati con qualifica di banconista è stato richiesto dal centro per l’impiego.

Assumere in modo trasparente personale qualificato in casi di emergenze che mettono a repentaglio la pubblica incolumità (incendi estivi e emergenze autunnali/invernali con alluvioni e frane) risulta doverosa da parte degli enti competenti, anche attraverso delibere di giunta, consiglio regionale e comunale per fronteggiare e prevenire le emergenze delle quali si ha consapevolezza scientifica del loro manifestarsi. Il Prefetto e la Protezione Civile il cui ruolo è di gestire le  crisi  e non  limitarsi  solo alla conta dei danni, devono pianificare interventi e lavori tesi alla riduzione del dissesto idrogeologico e in modo particolare per gli incendi che stanno avendo enorme incidenza.

A rafforzare e sostenere la richiesta di assunzione dei 130 corsisti del Progetto Conoscenza e Lavoro, con copertura finanziaria di 5 milioni di euro di Fondi Europei destinati a Salerno e Provincia, grazie alle lotte del Movimento Disoccupati Organizzati di Salerno, c’è anche l’aspetto storico ed emancipativo della nostra comunità avvenuto grazie alle lotte sociali del passato, in primis quelle legate al diritto al lavoro ed al reddito.

Sintesi storica e politica delle lotte per il  lavoro grazie alle quali Salerno fu considerata un laboratorio politico culturale all’avanguardia.

Grazie alle grandi stagioni di lotte (1978 a primi ’90, inizio era De Luca), migliaia di disoccupati vennero avviati al lavoro nel privato e nel pubblico, senza farsi raccomandare o ricorrere al clientelismo. In 15 anni, grazie ai progetti ed idee portati avanti dai movimenti si determinarono per la comunità molteplici benefici in termini politici, umano sociali ed economici in una città ingessata per motivi politici e non solo.

La nostra comunità deve enorme riconoscenza alla “sinistra rivoluzionaria salernitana” dell’epoca che oltre ad aver determinato e diretto tali movimenti, oltre al reddito fatto acquisire alle fasce sociali deboli e precarie permise la ripresa economica della nostra città.

Salerno deve riconoscenza ai movimenti per aver:

  • Rallentato l’emigrazione dei salernitani al nord e all’estero.
  • Impedito la privatizzazione della cosa pubblica.
  • Garantito la funzionalità e gratuità dei servizi pubblici (sanità, servizi erogati dal Comune, igiene urbana, ciclo delle acque, manutenzione del verde pubblico, derattizzazione e bidelli).
  • Stabilizzato  quel personale precario  facente parte di Cooperative dall’assistenza alla persona agli stabilimenti balneari comunali parchi e riforestazione come quella del Monte Stella.
  • Per aver debellato in termini culturali, la terminologia “ghetto” usata per definire i nostri quartieri popolari che attualmente sono ritornati alla marginalità riducendosi a macellerie sociali come il carcere di Fuorni.

È da sottolineare che su progetti ed idee di allora si reggono gli attuali servizi, la maggior parte privatizzati, con le risorse umane rappresentate da quei disoccupati al tempo organizzati, che attualmente compongono l’organico pubblico (Comune e Sanità) e del privato come Società Partecipate o Miste (proposte dal Movimento dei Corsisti ex CEE agli inizi del 1980).

Dal laboratorio politico al declino della sinistra e della città.

E’ dalla metà degli anni 90, grazie alle politiche neoliberiste ed alla lenta ma costante opera di privatizzazione attivata dal Sindaco De Luca, con complicità di sigle sindacali e di partiti della sinistra (Rif. Comunista e Verdi) che si è assistito allo svilimento e alla perdita del lavoro e della dignità. Anche a Salerno grazie alle Agenzie Interinali la dignità delle lavoratrici/ori  è stata soppiantata da lavoro nero schiavista con aumento esponenziale dei carrozzoni clientelari e politici (pacchetti di voto) e della raccomandazione con annessi fenomeni di sudditanza e plebeismo nei confronti del potere politico, questa assente sino al 1994 grazie alle lotte del Movimento Disoccupati Organizzati.

Per tali motivi i poteri forti salernitani con le reti politiche compromissorie sono più di venti anni che finalizzano la loro ragion d’essere all’azzeramento della memoria  di quegli anni caratterizzati dalla pratica dei bisogni ed acquisizione dei diritti (casa, lavoro e salute) in modo trasparente e pubblico.

Quali risultati e quanto costa la privatizzazione dei servizi pubblici?

Prima la disinfestazione, manutenzione e messa in sicurezza degli alberi, pulizia tombini e fogne erano servizi gratuiti erogati dal personale tecnico ed operaio del Comune, ora i cittadini debbono pagare i privati.

Salerno è la città più costosa d’Italia per le tasse, i proventi prima venivano destinati alla gratuità dei servizi pubblici, ora servono unicamente al mantenimento dei carrozzoni clientelari delle società partecipate dove lavorano sempre le stesse persone, non certo per meritocrazia ma per ben altro.

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