La cura per un razzista.

L’iniziativa svolta a Piazza Martiri di Brescia (Salerno) con volantinaggio, megafono e raccolta firme per la convocazione immediata di un Consiglio Comunale Monotematico sulle emergenze Lavoro, Miseria e Precarietà a Salerno, assume molteplici significati.

Le intenzioni del Collettivo Asilopolitico.org e del Comitato dei Disoccupati di Salerno oltre presentare al Consiglio Comunale la piattaforma sociale, distribuita mediante volantini e fatta circolare in rete sul sito asilopolitico.org, sono di riaprire la vertenza lavoro, ripristinare i diritti negati: lavoro, reddito, diritto alla casa e riproporre il welfare locale.

In assenza di conflittualità sociale siamo consapevoli che per l’Assise Comunale, preposta ad affrontare i problemi della collettività ed i cui componenti (sindaco, assessori e consiglieri), pagati profumatamente dai salernitani per adempiere ai doveri istituzionali, già solo accennare ai “veri” problemi della nostra comunità è impresa ardua, figurasi dibattere una piattaforma sociale espressione di un movimento e di un collettivo politico.

Come la storia insegna, solo i movimenti di lotta sono in grado di far applicare i principi cardini della Costituzione basati sul rispetto ed applicazione di diritti quali il lavoro, l’istruzione la salute per tutte/i e contro ogni forma di discriminazione sociale.

In questa direzione deve essere inquadrata la riproposizione del Movimento di Lotta per il Lavoro.

La presenza a Piazza Martiri di Brescia (Largo Prato) del Presidente della Comunità Senegalese di Salerno, di una delegazione delle lavoratrici/ori dell’Ospedale San Leonardo, del Consigliere Comunale di Opposizione del Gruppo DEMA, a sostegno e in solidarietà al Comitato dei Disoccupati di Salerno, riveste una particolare importanza, al fine di evitare in città guerra tra poveri ma anche intolleranza verso gli ultimi.

È sul clima di intolleranza, sempre più marcata in città e sul perché a Pastena abbiamo organizzato l’iniziativa di ieri che ci soffermeremo, invitiamo i compagne/i di Salerno a riflettere su queste nostre considerazioni.

Avere consapevolezza che Salerno è diventata intollerante, tale clima è testimoniato dai diversi episodi che in questi mesi hanno visto protagonisti immigrati e “indigeni salernitani”.

Non ultimo l’episodio di Piazza Martiri di Brescia (Largo Prato), del quale vengono date due versioni differenti, la prima che ha come oggetto l’ubriachezza molesta di un immigrato che ha manifestato escandescenze tali da intimorire le commesse che oltre a urlare, hanno richiesto l’intervento della polizia. La secondo versione (speriamo non vera) che a scatenare la rabbia è stato il rifiuto delle commesse di vendere un paio di pantaloni che l’immigrato voleva acquistare regolarmente.

La preoccupazione derivante dell’episodio che non è stato ancora chiarito dagli inquirenti, deriva dalla mobilitazione in tempi rapidissimi di decine di persone (bulli e anziani) tanto che solo l’intervento della polizia ha evitato il linciaggio di un uomo di colore.

A Salerno gli episodi ostili nei confronti degli immigrati al momento sono stati quasi tutti di lieve portata, ma quotidianamente nei bar, bus, luoghi di incontro (fermate dei bus e panchine nei parchi) si parla dei flussi migratori come principali responsabili della precarietà del paese.

Segnali inquietanti d’intolleranza vengono dai rioni periferici dove alla precarietà, povertà e vicende umane nel chiuso della abitazioni, si aggiungono rabbia, violenza gratuita e delinquenza di umanità over 45, estromessa da qualsiasi forma di inclusione lavorativa.

In questi quartieri le nuove generazioni (coppie e ragazze madri) individuano negli immigrati i principali responsabili del loro disagio.

Se a questo quadro si aggiungono esternazione o prese di posizione di forze politiche come quelle dell’arcipelago pentastellato, non meravigliamoci se qualche TV locale intervista i commercianti di Pastena per chiedere :

 Vi sentite assediati dagli immigrati?

Se queste sono le “campagne” degli organi di informazione locale e nazionale, non meravigliamoci poi se nella periferia della città si organizzano gruppi di disoccupati, la maggior disinformati, che reclamano “gli stessi diritti degli immigrati”.

Se a questa miscela esplosiva composta da rassegnazione, ignoranza, plebeismo, perdita del senso civico e della memoria storica si aggiunge il clima che si va delineando in vista delle prossime elezioni politiche o le recenti amministrative che hanno dato un primo segnale, la domanda è :

Come disinnescare questa bomba che può esplodere in qualsiasi momento?

Senza diritti non esiste libertà!

 Comitato Disoccupati Salerno
collettivo asilopolitico.org

 

 

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