I disoccupati salernitani non vanno in ferie

Il  12 Dicembre 2017 a Piazza Martiri di Brescia (ex Largo Prato di Pastena).

Tra la bandiera della Palestina, lo striscione dei disoccupati, con il ricordo alla strage di quel 12 Dicembre del 1969, quando una bomba fascista  alle ore 16:37 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano in Piazza Fontana, causò la morte di 16 persone ed il ferimento di altre 88.

L’iniziativa indetta dal Comitato dei Disoccupati di Salerno ed il Collettivo Asilo Politico.Org, nell’annovero del giorno più infausto della nostra Repubblica, si è svolta nella Zona Orientale, quasi desertica, con magazzini illuminati ed addobbati a festa, nei quali risaltavano solo le commesse, super sfruttate ed a nero specie in questi periodi festivi, tra scaffali pieni di merce in attesa della tipica clientela natalizia.

Il carattere e/o la simbologia festaiola di questo periodo è evidenziato solo dalle luci d’artista e dai pupazzi illuminati della piazza che fanno da cornice alla crisi sistemica socio-economica in cui la nostra città versa ormai da molti anni.

Sono ormai mesi che periodicamente stiamo nelle piazze per smuovere le coscienze narcotizzate e rassegnate della popolazione salernitana oltre che per spingere il governo locale i cui componenti, pagati profumatamente con soldi pubblici, ad attivarsi per risolvere i problemi della povera gente.

Il dato drammatico rilevato da noi in questi mesi di presidi e di mobilitazioni è lo spopolamento della città di una fascia generazionale over 25/30/40 vogliosa di riscatto sociale  ed operosità che risulta essere emigrata e/o in procinto in quanto la nostra città, tranne il lungomare ed il clima mite e la famiglia, non offre nulla.

Una città ridotta ad essere composta da vecchi, giovanissimi, soliti pochi privilegiati, interi nuclei famigliari recintati nei quartieri ghetto periferici quindi privata di una umanità la cui assenza si nota anche nella mobilità pedonale la maggior parte di essa costituita da gente proveniente dalla provincia o da altre città.

Non a caso Salerno primeggia nella classifica nazionale e dati SVIMEZ per il fenomeno migratorio che priva questa città  di intelligenze di professionalità .

Il dramma del fenomeno migratorio si rispecchia  anche nella vita politica ed in particolar modo all’aggregazione sociale ed al ricambio generazionale della Sinistra che specie  localmente ne evidenzia la portata negativa.

La gente comune è molto più informata ed interessata di quanto sembri, lo abbiamo notato per l’ennesima volta anche il 12 Dicembre in Piazza a Pastena sia per gli attestati di solidarietà al popolo palestinese, espressi sia verbalmente e/o con i sorrisi avvicinandosi alla  bandiera della Palestina,  o leggendo il nostro volantino inneggiante all’Intifada per il  lavoro.

Alle formazioni politiche della Sinistra locale, anche a quelle impegnate nelle formazioni delle liste elettorali delle prossime elezioni politiche, a non racchiudersi nelle sedi e nelle virtuali relazioni via Facebook ma di stare di più nelle strade diffondendo volantini attaccare manifesti sui muri grigi di questa città.

Non si può lasciare la vita reale della città alla mercé ed alla circolazione dell’incultura, ormai predominante, dell’effimero, dell’apparire, all’ostentazione della ricchezza dei pochi che  unitamente al qualunquismo ed al senso della rassegnazione rappresentano un serio pericolo in quanto condimenti di quella brodaglia di cui si nutre la serpe che storicamente ha generato il razzismo ed il fascismo .

Noi con onestà ideologica ed umiltà continueremo a presidiare le piazze

Comitato Disoccupati di Salerno
Collettivo asilopolitico.org

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