Emergenza ambientale, razzismo e fascismo.

Nella nostra penisola è evidente l’emergenza razzismo e fascismo, vedi gli episodi degli ultimi giorni…

Dal campeggio di Chioggia ai cori della curva del Verona, 11 Luglio scorso, dalla nave neofascista di “generazione identitaria” che la settimana prossima dovrebbe ancorarsi al largo della Libia, agli avvenimenti in Europa e negli U.S.A. (scarica lo Speciale America) come i cortei del Ku Klux Klan che sostiene Trump, il 9 Luglio a Charlottesville Virginia, il consumarsi quotidiano di reati come apologia di fascismo e nazismo, per noi gravissimi, manifestano la nostalgia e la voglia di ricostituire il Partito Fascista.

È d’obbligo porre la domanda a Grillo, ai suoi dipendenti e simpatizzanti pantofolai: i  manifestanti di Charlottesville che hanno pestato gli incappucciati bianchi sono antidemocratici e liberticidi?

In questo editoriale vogliamo sottolineare l’emergenza locale e meridionale – degli incendi, la maggior parte dolosa, creano non poche preoccupazioni. Difronte queste emergenze incendi vengono riproposte, ipocritamente, da parte del governo nazionale e dei governi locali le soluzioni che si basano solo sulla repressione.

Per impedire ai piromani e altri personaggi di devastare l’ambiente, di mettere in serio pericolo la salute pubblica di rendere più fragile l’equilibrio dell’ecosistema, già messo a dura prova dalla cementificazione selvaggia, non serve militarizzare le colline!

È da ipocriti  individuare solo nella militarizzazione delle aree boschive e collinari, dopo essere state distrutte dal fuoco, la soluzione al problema.

Pur sapendo della ciclicità di tali crimini, pur essendo consapevoli che solo attraverso l’opera di prevenzione e lavori di riforestazione e monitoraggio continuo, grazie alla mano dell’uomo e al lavoro, non si eliminano ma si riducono i danni di questi disastri, nessun governo vuole affrontare il problema.

Dalla Campania alla Sicilia messe a dura prova dalla carenza idrica, stiamo assistendo in questi giorni ad uno scempio della natura dove le fiamme sono la causa della desertificazione di queste aree che, fino a qualche giorno fa erano parchi e polmoni verdi con la conseguenza del danno alla salute collettiva ed ai cambiamenti climatici.

Dagli incendi estivi alle emergenze autunnali e invernali con alluvioni e frane.

Ogni anno vanno in fumo miliardi di euro per disastri ambientali,  la maggior parte evitabili se fosse  posta in essere  una grande opera legata al riassetto idrogeologico tramite lavori preventivi e alla difesa del nostro patrimonio ambientale.

L’acqua, il mare, le colline, le montagne, le campagne congiuntamente al nostro enorme patrimonio artistico culturale, attraverso un’opera di manutenzione e preservazione determinerebbero piena occupazione e la valorizzazione del senso civico delle nostre comunità (metropoli e piccoli centri), ormai perso, che si basa sull’ecocompatibilità e sul rispetto delle relazioni tra uomo e natura.

In passato come C.S.A. Asilo Politico e Movimento Disoccupati abbiamo denunciato le gravi inadempienze e responsabilità degli Enti (Regione, Provincia e Comune) sulle emergenze ambientali, così come la necessità di approntare interventi pubblici tesi alla prevenzione ed alla difesa dell’ambiente.

Siamo ancora in tempo per ridurre i danni provocati dallo sviluppo irrazionale del capitalismo, nonostante i segnali della natura derivanti  dallo scioglimento dei ghiacciai, fenomeni climatici di carattere tropicale così come la desertificazione.

Basterebbe prendere coscienza e ripartire dalle comunità dove gli Enti (Consigli Comunali e Regionale) diano priorità ad interventi tramite opere utili alla salute pubblica e all’ambiente.

Per non sentire odori acri e bruciori agli occhi come da qualche giorno succede in città e in provincia, basterebbe iniziare ad utilizzare i Fondi Europei e destinarli a lavori di  prevenzione e tutela del dissesto idrogeologico quali :

  • Riforestazione, rimboschimento, manutenzione e monitoraggio delle colline.
  • Difesa e monitoraggio dei corsi d’acqua (torrenti e fiumi).
  • Rifacimento del sistema fognario salernitano.
  • Anagrafe e censimento della staticità dei palazzi (Centro Storico, Zona Orientale) mai effettuata dal  post terremoto dell’80.

L’utilizzo dei Fondi Europei determinerebbe in città piena occupazione, si eviterebbe sperpero di danaro pubblico per opere inutili che mettono a repentaglio l’assetto idrogeologico del territorio già reso fragile da cementificazioni selvagge ed urbanizzazione senza criterio. Per questi motivi e sulla riappropriazione del senso civile della nostra comunità che AsiloPolitico.Org e il Comitato dei Disoccupati Salerno spingono per un Consiglio Comunale Monotematico sul problema lavoro.

Una domanda alla nostra comunità : È più importante destinare 3 milioni  di euro alla strada che congiunge il Rione Petrosino con Via Fratelli Magnone, che coprirà un fiume, farà scomparire alberi secolari che sino ad oggi hanno mitigato il clima facendo respirare aria pulita alle famiglie del quartiere, oppure  utilizzare tali milioni per rafforzare gli argini dei fiumi e dei torrenti prevedendo al contempo opere di rimboschimento, manutenzione e salvaguardia della colline circostanti?

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