Chi è il vero vincitore delle elezioni Politiche del 4 Marzo scorso?

E chi  delle recenti Elezioni Amministrative?

Uno solo, Matteo Renzi!

Il Renzi, ora possiamo confermarlo definitivamente ed ufficialmente, ha portato a termine il suo compito quale quello di distruggere e portare al minimo storico il suo partito il PD con le sue appendici.

L’onda lunga e l’effetto trascinamento, iniziato con il Referendum sulla Costituzione e proseguito con le elezioni sia Amministrative che Politiche, confermano il raggiungimento del suo obiettivo e di tutti i suoi affiliati.

Di certo non ci stracceremo le vesti tanto meno ci cospargeremo di ceneri le nostre teste per la debacle del P.D. che, nonostante il tracollo mantiene il proprio ruolo di ceto politico attraverso i propri rappresentanti/affiliati nelle vesti di parlamentari, assessori regionali e consiglieri comunali che, ieri come oggi, si contraddistinguono per pensare esclusivamente al proprio raggio di interessi sia personali che familisti.

E’ proprio l’interesse personale e non politico degli affiliati del PD, selezionati non in base alla militanza tanto meno ai riferimenti ideologici  di sinistra, bensì all’obbedienza derivante ed dai benefici economici e di carriere ricavati dal rivestire ruoli istituzionali nelle figure di deputati, di consiglieri regionali e comunali e, per tali motivi  non solo plaudono ma  sostengono il loro capo in tutto e per tutto, comprese le idiote esternazioni.

Il mantenimento del P.D. nel ruolo di Ceto Politico attualmente è garantito dai “sistemici cerchi magici” “a gestione familista/dinastica (C.d.A Banche, Società Miste ecc…) in Regioni e Comuni a guida P.D. , ridotti ora a lumicino a seguito delle  recenti elezioni amministrative, come l’area geopolitica della Campania che, ancora e/o forse per poco ruota attorno alla figura del M. Renzi.

I Cerchi Magici hanno sostituito le strutture organizzative del vecchio P.C.I. denominati  “apparati” compreso quelle strutture di formazione politica, come la “scuola dei quadri”, che dovevano formare la classe dirigente del partito che a sua volta doveva far maturare i propri militanti e tesserati.

L’esistenza dei Cerchi Magici costituiti da affiliati, selezionati a sua immagine, gratificati economicamente e con prospettive di carriera, ha permesso al Renzi, non solo di non essere stato preso a calci e sbattuto fuori dal P.D. ma permette ancora il suo agire mediatico, costantemente contrassegnato da battutine con sorrisi da ebete e che risaltano i brufoletti sparsi sul suo visetto.

Per farsi un’idea del grado di “formazione politico/culturale“ degli affiliati del P.D. basterebbe assistere ad una seduta del Consiglio Comunale a Salerno.

 Ma, se il Partito Democratico (P.D.) langue…

…Liberi ed Uguali (L.E.U.)…?

Fa specie che, anche quest’ultima neonata sigla si meravigli della crisi della Sinistra e del Centro Sinistra omettendo dalle riflessioni e dalle analisi politiche la lunga onda dei disastri combinati in precedenza da Bertinotti allorquando Rif. Comunista governava e rivestiva ruoli istituzionali importanti sia in Parlamento che nelle Regioni, nelle Province e Comuni.

La Campania e la nostra città (Salerno) ne sanno qualche cosa.

La sigla L.E.U, non può di certo sorridere tanto meno recriminare e riversare le colpe a fattori terzi in quanto, seppur miracolati per l’ottenimento di qualche deputato e senatore, sia localmente che a livello nazionale, non danno segni di vita né sottoforma di autocritica, tanto meno di riflessione sulle vere responsabilità politiche che hanno contribuito al declino della Sinistra in Italia.

Da “Sinistra Italiana” a “LEU”, formazione politica composta sempre da personaggi residuali di Rifondazione Comunista con l’aggiunta di Grasso e del “fuoriclasse” D’Alema che in onor del vero, sia sulla questione palestinese che sull’analisi della fase è risultato essere il più serio ed il più lucido, l’agire ed il modus politico operante rimane sempre lo stesso, quello di essere incollato al ruolo di appendice del P.D. e sempre speranzosa in una coalizione con lo stesso, magari senza M. Renzi .

Che bene hanno fatto ai movimenti di lotta, dal lavoro alla salute ed all’ambiente, in cosa si sono distinti, tranne le belle parole ed i faccioni sui giornali, i vari consiglieri da Rif. Comunista a Sinistra Italiana eletti in Campania?

E per Salerno?

Per comprendere il crollo di una certa sinistra italiana, anche “riformista“ servirebbe una doverosa e necessaria riflessione “sull’operato politico” di questi ultimi anni anche nelle istituzioni politiche locali dei vari Consiglieri Regionali e Comunali salernitani appartenenti alle sigle sopra citate.

Se alle recenti elezioni politiche, con i voti di salernitani provenienti dai quartieri popolari è stato eletto il Leghista napoletano Cantalamessa, qualcuno dovrebbe pur interrogarsi sul proprio non operato politico?

Come compagne/i dovremmo avviare ed operare una onesta riflessione su quanto sopra enunciato.

Così come porci il problema e quindi agire di conseguenza sul perché Salerno sia diventata un vero laboratorio politico specializzato sia sulla conservazione e mantenimento di ceti/cetini, funzionali allo status quo dettato dal ventennio De Luchiano, che nell’impedire /svilire/depotenziare ogni forma di opposizione che possa mettere in discussione lo “status quò” imposto dal De Luchiano pensiero.

Per quanto sopra evidenziato, dalla Debacle Bertinottiana per finire ai nostri giorni, un’altra caratteristica della nostra città è il lamentio a cui si unisce il velo omertoso sulle concause del tracollo della Sinistra nella nostra città e la distanza della sinistra dai problemi reali della città.

Il caso della lista di sinistra “Salerno di Tutti”, è bene sempre ricordare che, grazie alla componente ed al fronte comunista di Salerno è riuscita ad ottenere un risultato politico nelle recenti amministrative locali quello, che in piena autonomia ha eletto il proprio candidato sindaco, risultato inimmaginabile visto lo strapotere e le varie liste collegate al Governatore.

Oltre al risultato politico/elettorale tale lista determinò nell’area della sinistra salernitana entusiasmo ed aggregazione ma, per quanto sopra descritto bisognava smorzare non solo gli entusiasmi ma principalmente impedire la nascita di una vera rete politica di ricomposizione che poteva mettere in discussione lo “status quo“ politico locale.

Prova ne è stata, relativamente a quanto sopra riportato,  non solo disattendere il programma politico elettorale di Salerno di Tutti nei punti cardini come il lavoro e la comunicazione alternativa, ma il calare della coltrina omertosa sulle responsabilità di chi  doveva farsi carico e garantire la continuità di una esperienza politica, tra l’altro vincente, e ciò risulta alquanto  inquietante.

Forse perché alle relazioni laiche tra forze ed organismi politici, visto il provincialismo ed il plebeismo imperante nella nostra città, si preferisce il comportamento omertoso, furbesco contrassegnato solo da rapporti amicali.

Nonostante quel che sta succedendo in Italia e, non sappiamo quel che si prospetta per la tenuta democratica nel nostro paese, non si spiega il perché tali fattori comportamentali nella  sinistra locale ancora persistono e sono duri a morire.

Una risposta laica a quanto sopra riportato potrebbe essere quella del mantenere in vita un ”cetuccio politico” con gli stessi personaggi di sempre, speranzosi sempre nel salto della “quaglia” in qualche tornata elettorale.

E poi ci si domanda perché la destra vince!

Basterebbe iniziare con  onestà ed umiltà a levarsi di torno quei personaggi che hanno sempre partecipato e banchettato con i vincenti.

La vicenda politica di Salerno di Tutti sarà oggetto di maggior approfondimento in un prossimo articolo anche per contribuire a fornire utili strumenti di analisi per quelle/i compagni che hanno intenzione, come Potere al Popolo, di proseguire un percorso politico che prevede la partecipazione alle competizioni elettorali.

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