ALL’ARMI SON FASCISTI!

Dalle figurine con il volto di Anna Frank con la maglia della Roma in Italia a quelle con la maglia dello Shalke 04 in Germania, alle continue aggressioni a sfondo xenofobo, razzista e fascista in Italia, che vedono protagonisti, con atti spregevoli, adolescenti orgogliosi di sfoggiare tatuaggi nazifascisti, in aggiunta al desolante quadro politico europeo ed internazionale non c’è più niente di cui meravigliarsi.

Non rappresentano una novità le ostentazioni da parte di alcune tifoserie di simboli, striscioni, bandiere con croci celtiche, non meravigliano i comportamenti come i saluti fascisti da parte non solo della tifoseria della Lazio ma anche dell’Inter, della Juventus e le tifoserie delle serie minori B, C e non professionisti. Alle tifoserie si aggiungono i giocatori come Di Canio che, con i suoi tatuaggi volutamente messi in vista per televisioni, giornali e riviste sportive ai fini propagandistici delle sua ideologia fascista così come l’ingenua ignoranza di calciatori come Buffon quando indossa t-shirt con scritte come Boia Chi Molla.

In Italia, storicamente, gli stadi e le tifoserie sono sempre stati di referimento per le organizzazioni neofasciste e i loro proseliti, non è solo nel calcio ma anche in altre discipline sportive come la pallavolo, il basket, i poligoni di tiro affiancate da associazioni e centri sportivi sparsi un po’ in tutta Italia. Luoghi nei quali il movimento neofascista italiano si è sempre mimetizzato, attualmente alle classiche discipline sportive si sono aggiunte anche le palestre di bodybuilding e arti marziali.

Non c’è da meravigliarsi, inoltre, se ai neofascisti adulti si aggiunge un numero sempre più crescente di  adolescenti, fenomeno da non sottovalutare.

Adolescenti o meno, la serpe del nazifascismo scimmiottato o ideologicamente convinto che si annida negli stadi, tra i banchi di scuola e nei parchi, tra bullismo e cultura del branco, la violenza sia fisica che verbale contro migranti, barboni, gay, donne così come i simboli tatuati, griffati su giacche, felpe con messaggi inneggianti alla cultura nazifascista non sono più epifenomeni o casi sporadici ma rappresentano un salto di qualità di una destra, nazionale e internazionale, che deve essere presa in seria considerazione. Se all’aspetto antropologico del neofascismo attuale aggiungiamo i comportamenti dei rappresentanti dei corpi di Stato quali Polizia, Carabinieri, vedi la condanna della Corte di Strasburgo per le opere di macelleria sociale perpetrate dalle forze del Disordine nella Scuola Diaz e Bolzaneto a Genova 2001.

Il personale militare dei vari reparti e delle varie armi da impegnare nell’Ordine pubblico al G8 di Genova del 2001, fu selezionato nelle varie caserme italiane per credo ideologico di destra, così come gli uffici delle questure che si occupavano del rilascio dei permessi di soggiorno per gli immigrati, una buona parte di essi, dai dirigenti al resto del personale erano di destra.

Anche sulle connivenze storiche degli apparati militari dello stato con la destra non c’è nulla di nuovo.

Basterebbe ricordare i coinvolgimenti dei vari apparati e servizi segreti nello stragismo di Stato, come i vari tentativi di Golpe – nel 1964 con Giovanni De Lorenzo Generale dell’Arma dei Carabinieri nel 1970 ed il tentato colpo di Stato promosso da Junio Valerio Borghese.

Per comprendere la portata dei tentati Golpe e del coinvolgimento di vari ufficiali basterebbe fare il riferimento al periodo storico del servizio di leva obbligatorio, quando a dirigere caserme sia punitive che dei C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) erano ufficiali degradati in quanto coinvolti nei vari tentativi di golpe.

Le reti eversive, con i piani tendenti a creare un clima politico che spingerà al Colpo di Stato, attraverso forme organizzative come la Massoneria, vero e proprio intreccio tra apparati militari, finanza, politica e malavita, con parti della magistratura e mondo dello spettacolo che vide nella Loggia P2 di Licio Gelli la più imponente forma strutturata. In precedenza  abbiamo avuto il Piano Solo e la Gladio, di minor portata ma, ciò non significa meno pericolose.

In Italia, il Movimento fascista da Piazzale Loreto, dalla sconfitta del nazifascismo, dalla guerra fredda sino ai nostri giorni, ha sempre mantenuto intatte le proprie strutture economiche e paramilitari, attraverso la protezione della fitta rete internazionale e grazie alle complicità, negli anni ’70, dei Servizi Segreti Italiani e dei Governi Europei come la Spagna durante la dittatura di Franco, la Grecia dei Colonnelli, il Portogallo di Salazar, dittatori e dittature funzionali agli Stati Uniti d’America, al Patto Atlantico, in funzione anticomunista.

Cosa è cambiato dagli anni ’70 e dalla cosiddetta guerra fredda?

Un piccolo esempio può essere rappresentato dalla vendita del libro Mein Kampf, un best seller, è di circa 15 milioni di marchi tedeschi, pari a circa 90 milioni di dollari odierni, superando la vendita di 241.000 copie nel 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler.

Dopo gli sfaceli della Sinistra Europea, Italia inclusa, sono un po’ di anni che Centri Studi ed Osservatori Europei attenzionano i fenomeni di una ripresa dei movimenti neonazisti e fascisti europei, degli ex paesi dell’Est ma anche Svezia, Olanda, Finlandia  oltre che gli Stati Uniti D’America dove l’elezione di Trump ha determinato un vero salto di qualità nel far spirare i vènti di una destra fascista. Sia in casa americana che in altre parti del mondo e in Europa hanno dato maggior impulso a movimenti che basano il proprio agire politico su nazionalismi, difesa identitaria, su muri e fili spinati anti migranti.

Altro dato politico inquietante è la presenza cospicua di parlamentari che sono espressione delle destre xenofobe in grado di condizionare le scelte politiche dei vari governi, vedi le ultime elezioni in Germania, in Austria, Svizzera, Olanda e Danimarca.

Solo la sinistra è arretrata ed è al minimo storico!

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