2018 – Intifada per il diritto al reddito ed al lavoro.

Come Israele vuole cancellare dalla storia il Popolo Palestinese  e porre in recinti e lager una intera umanità, così in Italia, specie nel Sud, vogliono azzerare e cancellare la memoria dei diritti e dello stato sociale verso i più deboli costringendoli alla sopravvivenza ed alla rassegnazione di un presente ed un futuro contrassegnato dalla sistemica povertà e dai rapporti lavorativi schiavisti.

Il disoccupato, il licenziato, dipendente pubblico monoreddito con famiglia a carico, il pensionato, il diversamente abile, categorie umano/esistenziali queste che, ad un vivere quotidiano, divenuto un calvario per sopravvivere, sono costantemente offesi e lesi nelle loro dignità per l’ostentazione della ricchezza, che si evidenzia specie nelle feste natalizie tra le vetrine e quant’altro, e dalla sfacciataggine dei soliti raccomandati e privilegiati a cui tutto è permesso e dovuto.

Il Comitato dei Disoccupati di Salerno ed il Collettivo AsiloPolitico.Org, da mesi denuncia il grave tasso di precarietà in cui vive il 70% della comunità salernitana in virtù del quale reclamano adozioni di politiche  finalizzate al diritto al reddito, al lavoro ed al ripristino dello stato sociale, mediante l’iter pubblico e trasparente quale il  Consiglio Comunale incentrato principalmente sul dramma lavoro e miserie a Salerno.

Allo stato attuale siamo ancora in attesa di risposte da parte della Commissione Consiliare alle Politiche Sociali sulla volontà politica, figuriamoci di una data, relativa all’indizione dell’Assemblea Consiliare.

I nostri peggiori timori, però, è sul rischio che Salerno sia estromessa dai Fondi Europei -FESR 2014-2020 con dotazione finanziaria complessiva di Euro 286.030.268,00 che sono destinati al contrasto alla povertà ed al disagio.

A nulla sono valsi le mobilitazioni, la petizione popolare e gli appelli alla nostra classe “Apolitica Salernitana” che almeno per una mezza volta dia un segnale di buon senso e di  responsabilità anche per dare conto ai cittadini salernitani della loro opera e del ruolo istituzionale per la risoluzione dei gravissimi problemi in cui versa la nostra comunità e per cui sono pagati profumatamente con soldi pubblici.

Siamo alle soglie dell’ennesimo Natale, sempre più goduto dai soliti pochi privilegiati in una città “turistica” il cui tasso di povertà e qualità della vita pone la stessa al sestultimo posto in Italia ma prima in classifica come città più povera del Sud.

Ma come avviene per i Palestinesi, verso i quali le uniche scelte rimaste a loro disposizione sono espatriare e morire da combattenti, così per i nostri precari poveri le uniche scelte a disposizione sono l’emigrazione al Nord Italia e/o estero, delinquere, drogarsi, alcolizzarsi, suicidarsi.

Ecco perché siamo tutti palestinesi e come il popolo palestinese che con l’Intifada difende la dignità e le aspirazioni a cacciare gli invasori Israeliani dalle loro terre, così noi ribellarsi diventa una necessità per riprenderci il diritto a vivere e garantire un futuro dignitoso per i nostri figli e per i nostri nipoti ripristinando in tal modo la nostra dignità specie nei  quartieri trasformatisi in macellerie sociali.

Il 12 Dicembre saremo in Piazza Largo Prato a Pastena dalle ore 17,00 per rivendicare il nostro diritto al reddito ed al lavoro e per i diritti negati agli ultimi della terra come i nostri fratelli palestinesi.

Giustizia per i Corsisti del Progetto Conoscenza e Lavoro.

Comitato dei Disoccupati di Salerno

Collettivo Asilo Politico.Org

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